mercoledì 28 novembre 2012

Santiago Carrillo, un baluardo della democrazia

Santiago Carrillo
Voglio rendere omaggio a una delle più grandi menti combattenti politiche del secolo scorso. Santiago Carrillo, morto nella sua casa a Madrid il 18 Settembre scorso.
E vi chiederete voi: chi è costui?
Credo che una seppur breve biografia possa farvi comprendere perché oggi io su questi fogli gli dico grazie.
Santiago Carrillo nasce nel 1915, in Spagna. A tredici anni si iscrive alla giovanile del Partito Socialista Spagnolo, di cui diventò segretario generale nel 1934. Nel 1960 diviene, in un momento tragico della nazione, segretario generale del PCE al posto della “pasionaria” Dolores Ibàrruri. La sua politica da segretario segue una linea innovativa e progressista. Aderisce tra gli altri assieme a Enrico Berlinguer all’Eurocomunismo, dà un freno alle derive marxiste del Partito e si oppone con vigore allo stalinismo che imperversava in quel periodo in Europa.
Espulso dal PCE (in modo ingrato, ricorderà anch’egli), fonda un Partito dei lavoratori che confluirà poi nel PSOE. Muore a Madrid il 18 settembre del 2012, dopo una vita intera dedicata alla politica e alla cosa pubblica.
Egli infatti non è stato soltanto un buon funzionario di partito, un bravo segretario o un buon parlamentare.
E’ stato qualcosa di più.
Un baluardo della democrazia e delle libertà in periodi tragici della storia della Spagna, dalla guerra civile al franchismo, e anche un grandissimo moderatore politico. Con le sue politiche moderate e riformiste ha favorito il processo di democratizzazione della Spagna post dittatura, e con un impegno costante ha lottato per la libertà della sua nazione.
Un padre della patria e un simbolo della sinistra che sa innovare e non tende al conservatorismo. Uno che aveva capito molte cose, prima di tutti. Forse misconosciuto o non del tutto compreso, ma accade a molti di quelli come lui.
E io, vi chiederete voi lettori, come mi sono informato su Santiago Carrillo? Grazie a un fantastico libro, “Anatomia di un istante”, di Javier Cercas, che racconta una storia, a parer mio emblematica, riguardo questo personaggio. Nel 1981, profittando di una condizione traballante della democrazia iberica, un gruppo di soldati tentò un colpo di stato occupando il parlamento. In pochi istanti il parlamento venne occupato, molti deputati scapparono, altri si nascosero. Solo Santiago Carrillo rimase in piedi, impassibile, accendendosi un sigaro e difendendo sino alla fine la democrazia per cui durante la sua vita lottò. La scena rimase negli annali, e il colpo di stato non avvenne grazie anche a lui.
Insomma, per chi si accinge alla Politica quest’uomo dovrebbe essere un esempio. Un esempio di valori, di coerenza, d’onestà e di impegno.
80 anni dedicati alla politica sono tanti, e non possono essere cancellati

di Federico Diamanti

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